Affruntata

La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, a Briatico si svolge una particolare, antica e suggestiva "sacra rappresentazione": l'"Affruntata".
La "rievocazione" immagina che Giovanni, discepolo prediletto di Gesù e custode della Madonna, si metta in cerca di Maria addolorata per comunicarle la felice notizia della resurrezione del suo Figlio.
Giovanni, ansimante per la gioia e per la corsa, finalmente incontra Maria; ma questa, ancora affranta dal dolore, non crede alle sue parole, che forse considera solo consolatorie.
Allora Giovanni va da Gesù per condurlo in carne e ossa dalla madre.
E quindi avviene lo struggente incontro: Maria, dapprima sorpresa, incredula, poi esultante, getta via il nero velo che le ricopre il capo e si lancia verso il Figlio in un irrefrenabile impeto di affetto materno; ed anche Gesù, alla vista della Madre, ha un fremito di commozione filiale.
Alle grandi emozioni segue poi una gioia serena e appagante.

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Mastru Miciu

U Mastru Gigantaru

I Giganti i Mastru Miciu

Mastro Miciu è stata l'eccezione a conferma della famosa regola. Ci sono storie leggende e poi leggende fatte realta'.

A San Leo di Briatico, e' qui che la leggenda si e' fatta storia di una realta' fino ai giorni nostri.

Lo chiamavano "Mastru Miciu" , in origine "Fama' Domenico". Era come una creatura delle favole .

Quasi come volesse inconsciamente riprodurre nella sua forma e figura il leggendario Mangiafuoco di Collodi nella storia del burattino Pinocchio. Matro Miciu, nasce il 4 Agosto del 1925 a Scaletta Zanglea, in provincia di Messina. Dopo la seconda guerra mondiale , arriva in Calabria. Diventa Mastro Micio dei giganti nel 1947, quando per lire 30.000, acquista dal sig. Andrea Mandaradoni di Potenzoni, frazione di Briatico, i due pupi, Mata e Grifone. La struttura era molto vecchia e malandata, cosi li porto' da un acconcia pupi per farli rimettere a nuovo.

Come lui stesso raccontava, li fece restaurare dalla testa ai piedi, come si dice, tanto cheGIGANTI%20FEMMMINA.JPG volle che in faccia fossero somiglianti a lui e a sua moglie. Infatti a guardarli con attenzione , Grifone ripropone la figura di Mastro Miciu con uno stile perfettamente suo, mentre Mata non posso dirlo, la moglie non l'ho mai conosciuta.

I giganti venivano portati in giro per le vie del paese in occasione delle feste patronali, e da allora ad oggi, nulla e' cambiato nell'impressione e nella gioia dei due pupi, tra i bambini e non solo.

Sono stati da sempre attrazione fatta con il tempo una tradizione di altri tempi.

Egli stesso, amava raccontare a cosa fosse legata la tradizione dei giganti. Infatti, il gigante(Grifone, re moro di origine greca), era un cannibale che spradoneggiata per le zone di Messina e mangiava almeno un vitello al giorno per saziarsi. Quando gli abitanti di Messina, non riuscivano a procurargli il vitello, mangiava un essere umano che veniva sorteggioato a caso tra la gente. Un giorno venne sorteggiato il figlio del pecoraio, che pero' si ribello'a questa usanza, e con un sasso, colpi' il gigante e riusci' ad ucciderlo. A questo punto la gigantessa (Mata), si suicido'. I messinesi, misero i due giganti su un carretto e li portarono al cimitero. A Messina, ogni anno il 15 agosto, si ripete questo avvenimento con i tradizionali pupi siciliani, che vengono portati in giro per la citta', nella loro maestosita' imperiale. A Mastro Miciu, ho voluto dare un riconoscimento mio personale per aver dato alla mia terra il tesoro dei giganti conservato nello scrigno dei ricordi di questa civilta' moderna.

Ancora nessuno ha mai riconosciuto pubblicamente questo puparo come esempio di tradizione popolare conservata nel tempo , fatta propria di questo paese, Briatico, oggi chiamato citta' del mare , ma che per me sara' solo e per sempre la citta' dei Giganti.

Giusy Staropoli